IL SISTEMA FORESTALE E LA STABILIZZAZIONE CHE VOGLIAMO.
L’ipotesi di accordo del 30 novembre 2005, tra i sindacati confederali e l’Assessore Regionale all’Agricoltura e foreste, relativamente al riordino della legge 16/96 sulla forestazione, la cui bozza di revisione è parte integrale dello stesso, dopo 9 anni di stallo e dopo che nei mesi scorsi si era palesata una soluzione ridicola e di retroguardia ( passaggio del 30-40% dei forestali del contingente antincendio da 101sti a 151isti, vantaggi minimali per gli altri contingenti, il nulla per gli ex art. 49 e 83/70, ecc), è certamente un passaggio da leggere positivamente, ma non rappresenta “il miracolo” che si vuole far credere. Non porta alla stabilizzazione di tutti i lavoratori forestali.
Dopo anni di silenzio in cui la legge 16/96 ha dispiegato la sua azione, assimilandosi ad una delle tante leggi che erogano assistenza sociale, causando divisioni e lacerazioni tra i contingenti dei lavoratori, non producendo alcuna crescita della superficie boschiva, sfasando gli interventi nei boschi rispetto al ciclo biologico naturale, determinando in sintesi, un immagine complessivamente distorta del “mondo forestale”, centinaia e centinaia di lavoratori forestali, sfiduciati dalla funzione del sindacato, nei mesi scorsi, si sono costituiti in movimento, stimolati, tra l’altro, anche dal paventato accordo al ribasso che gli stessi sindacati ed il Governo stavano per stringere, allo scopo di porre al centro dell’agenda politica il tema del rilancio del sistema agro-forestale ambientale e dunque, della stabilizzazione di tutti i lavoratori forestali.
Il risultato dell’accordo raggiunto il 30-11-2005 tra sindacati e Governo è, in ogni caso, da attribuire, allo scossone che il Movimento per la stabilizzazione attraverso il dispiegarsi del suo agire, ha avuto la capacità di incidere all’interno del quadro sindacale e politico.
L’accordo raggiunto da Governo e sindacati, pur essendo, ribadiamo, avanti anni luce rispetto a quello che stava per essere varato prima della nostra incursione sulla scena politico-sindacale, è da ritenersi comunque insufficiente, tanto sul piano strategico del sistema agroforestaleambientale quanto su quello più squisitamente sociale della trasformazione del lavoro di tutti i forestali, da precario-instabile a stabile-garantito.
L’ipotesi di accordo governo-sindacato, prevede infatti, quale novità rispetto all’esistente e dunque, quale argomento centrale dell’intesa, il rispetto degli impegni di Kyoto, l’adeguamento del settore agli indirizzi comunitari in materia della conservazione delle biodiversità e l’incremento della superficie boschiva nel prossimo quinquennio del 30%. Per quanto riguarda, invece, il versante della forza lavoro, si prevede, entro il 2008, il transito di tutti i 151isti nel contingente a tempo indeterminato e quello di tutti i 101isti nel contingente che è stato dei 151isti.
Discorso a parte è quello che l’accordo riserva ai lavoratori del contingente 51ista. Per questi, nel 2006, sono previsti turni di 78 giornate, per una consistenza di unità lavorative, indicate in una tabella a parte, di 14.500 ( ex art 49.), senza che gli stessi, vengano menzionati nella bozza del disegno di legge.
Per questi, inoltre, è prevista la fruizione del turn-over nel contingente dei 151isti.
Perché la bozza del disegno di legge, da un lato, prevede la garanzia dei turni di 78 giornate per i 51isti e dall’altro, non ne indica la consistenza numerica certa, così come fa, invece, per gli altri contingenti?
Perché sia nel testo del disegno di legge, sia nella tabella allegata, a conti fatti, mancano circa 4.500 unità di lavoratori 51isti?
Dall’accordo raggiunto, si evince con forza, sia pure in forma subdola ed evoluta, la volontà di continuare con le discriminazioni, le divisioni, le disparità di trattamento tra contingenti, anziché, perseguire l’unità tra i lavoratori.
Infatti, per restare nel tema delle risorse umane, che è quello che rappresenta meglio il quadro della disparità di trattamento che denunciamo, si stabilisce che su oltre 35.500 forestali ( numeri forniti dai sindacati confederali in tutte le circostanze) appartenenti ai diversi contingenti, solo 31.040 unità, verrebbero utilizzati, entro il 2008 con aumenti annui progressivi del 50-30-20%, come segue:
3.820 unità lavoratori a tempo pieno (i 151isti più le 875 unità già a tempo determinato);
12.720 unità lavoratori che presteranno la loro opera per 151 giornate l’anno ( gli ex 101isti).
A partire dal 2006:
14.500 unità di lavoratori che sono stati occupati in turni di 51 giorni, effettuerebbero turni di 78 giorni l’anno;
4.500 unità circa di 51isti non sono nemmeno considerati dall’accordo in oggetto, quindi non avranno possibilità alcuna di lavorare.
Come evidenzia questo quadro, la strategia dell’accordo, non solo toglie ad una parte cospicua di forestali la possibilità di lavorare, benché si tratti di una soluzione precaria, ma, accelera l’ avanzamento dei contingenti a garanzia più alta,
LA NOSTRA PROPOSTA.
La nostra proposta che mira alla stabilizzazione di tutti i forestali è incentrata sul nesso inscindibile tra salvaguardia, recupero e valorizzazione del sistema agroforestale-ambientale e l’utilizzo valorizzato di tutti i lavoratori forestali. Per queste ragioni proponiamo un progetto strategico integrato tra politiche agricole e forestali, turismi ed ambiente, energia ed attività produttive, lavoro e formazione professionale, capace di esaltare la programmazione e l’innovazione fino a rendere produttivo il comparto.
In questa direzione è necessario:
Recuperare tutte le aree degradate, abbandonate, mal coltivate, presenti nel territorio siciliano e impiantare in nuove aree che perchè vocate e perché necessitano di assetto idrogeologico, si prestano all’obiettivo, fino a raddoppiarne in 5 anni l’attuale consistenza boschiva ( deve raggiungere il 20% del territorio) ed allinearsi con la media nazionale in 10 anni (27%). E’ pertanto necessario che i Comuni, tra gli altri, conferiscano velocemente tutti i terreni a loro disposizione.
Difesa del suolo e dell’ambiente, manutenzione del territorio, prevenzione di smottamenti, protezione dei laghi, ripristino habitat dei fiumi, pulizia canali di irrigazione, verde pubblico, scerbatura strade;
Potenziare la lotta contro gli incendi boschivi soprattutto attraverso un sistema di coltivazione che tenga, finalmente, conto dei bisogni del ciclo biologico delle piante e non delle necessità di cassa.
Rilanciare l’attività vivaistica e di salvaguardia delle specie mediterranee;
realizzare interventi produttivi legati alla filiera legno e alla produzione di biomasse.
- recuperare le aree urbane degradate dal punto di vista del verde pubblico e delle essenze arboree autoctone.
Avviando un percorso di questo tipo è possibile, socialmente ed economicamente, stabilizzare entro il 2010, gli oltre 35.500 forestali.
Attingendo da:
Fondi provenienti dal bilancio regionale, aumentati del 50% rispetto ai livelli di spesa consolidati nel 2005.
Fondi provenienti da POR Unione Europea;
Fondi provenienti dai finanziamenti che lo Stato stanzia alla Sicilia per attività di protezione civile, più quelli risparmiati, a livelli di casistica, per gli stessi interventi di protezione civile;
Fondi provenienti dai risparmi derivanti dalla mancata erogazione delle indennità di disoccupazione agricola;
Fondi prodotti dall’uso del bosco e a livello turistico e a livello di vendita dei suoi derivati;
Ovviamente, solo se ci sarà un serio piano di riorientamento strategico di economia ambientale sarà possibile realizzare il processo che porta alla stabilizzazione di tutti.
Ecco come prevediamo in 5 anni la stabilizzazione di tutti i forestali:
Anno 2006 passaggio di tutti i 51isti a 101isti e degli attuali 101isti a 151isti;
anno 2007 passaggio dei restanti 101isti a 151 isti.
A questo punto, dal 2007, tutti i lavoratori forestali svolgeranno 151 giorni l’anno, eccetto le 875 unità che da tempo sono impiegate a tempo indeterminato.
Nel triennio 2008-2010 passaggio attraverso il criterio dell’anzianità di circa 11.440 unità dei 151isti l’anno, da lavoratori a tempo determinato a lavoratori a posto fisso.
Catania 07/12/2005
MOVIMENTO BRACCIANTI E FORESTALI PER LA STABILIZZAZIONE
Maurizio Grosso 3358431907 – Michele Seminara 3283615950–
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